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Sono state annunciate, il 10 ottobre a Bari, dal vice ministro per l'Economia Morando. Sarà il Distretto idrografico l’ambito nel quale si stipuleranno i nuovi accordi sulle risorse idriche dell'Appennino meridionale.
La siccità che ancora attanaglia tutto il Mezzogiorno spinge il Governo a nuovi investimenti pubblici in infrastrutture, nel settore idrico, in un territorio che, da sempre, è caratterizzato dall’uso plurimo dei bacini: idroelettrico, potabile e irriguo.
Per il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, intervenuto il 10 ottobre alla “Festa dell’Acqua”: "La vicenda della siccità, che ormai è impossibile considerare una vicenda eccezionale ma che prende le vesti dell'ordinario, sollecita investimenti sul versante del servizio idrico di portata straordinaria, che qualche decina di anni fa non pensavamo di dover fare con questa urgenza e drammaticità. Alle vecchie esigenze di sviluppo dei nuovi investimenti, se ne sono aggiunte di nuove. E’ per questo necessaria una svolta sul versante degli investimenti, anche in questo settore. Con un intervento pubblico associato agli investimenti dei privati, si possono creare le condizioni perché nel settore idrico, e nella depurazione delle acque, l'Italia possa colmare un gap di capacità produttiva che si è accumulato nel corso della grande recessione degli anni scorsi”.
Morando, in conclusione, sottolinea che: "Tracciando un primissimo bilancio di quanto si è potuto fare con le risorse liberate dal Piano Junker, si può dire che l'Italia è il migliore utilizzatore di quei fondi”.
Ai lavori è intervenuta anche l'assessore ai Lavori pubblici e risorse idriche della Regione Puglia, Anna Maria Curcuruto: "Con il Distretto – ha dichiarato l’assessore – non si avranno più solo accordi bilaterali, ma una politica unica e una governance del bene acqua. Il tema centrale deve essere l'economia circolare dell'acqua intesa non solo come non spreco della risorsa idrica, ma soprattutto come recupero delle acque reflue che, grazie alle innovazioni tecnologiche, oggi è possibile".
Le parole dell’assessore sembrano una risposta alle richieste provenienti dalle organizzazioni agricole della Campania le quali, da tempo, propongono di utilizzare meglio alcuni bacini che rappresentano una risorsa anche per la Puglia.